L'uso di esche o bocconi avvelenati è piuttosto diffuso nel territorio riminese tanto che nell'area di  Santarcangelo di Romagna è stata persino "messa una taglia” di 500 euro sulla testa di questo che è considerato un vero e proprio serial killer.
Per contrastare il fenomeno il Corpo forestale dello Stato, insieme al Servizio Veterinario regionale, ha istituito una banca dati regionali dove vengono classificati tutti gli avvelenamenti riscontrati e tutte le esche ritrovate così da poter collegare tra loro i singoli episodi ed raccogliere indizi per l'individuazione dei responsabili. In molti casi gli animali rimangono vittime delle esche preparate con veleni letali di vario tipo camuffati all'interno di sostanze alimentari che li rendono così appetibili. Le ultime esche ritrovate  a San Giuliano (RN), tra i prati del  Parco Briolini sono molto prticolari: si tratta di frammenti di spugna intrisi di sostanze alimentari e fritti . Questo terribile "metodo" del passato non era stato più segnalato da diversi anni. La spugna, una volta ingerita, aumenta di volume e può portare alla morte dell'animale provocandogli un'ostruzione gastro-intestinale. I Forestali hanno raccolto diverse testimonianze allo scopo di individuare il responsabile del crimine, che rischia fino a due anni di reclusione.

Per sapere come riconoscere i sintomi di avvelenamento e per capire cosa fare leggete qui.