Tra le nuove regole che disciplinano la convivenza tra uomini e animali alcune riguardano il nostro e il loro tempo libero:


Tutti al mare... purché in salute
- ai cani è consentito l’accesso a tutte le aree pubbliche e di uso pubblico compresi giardini, parchi, aree verdi attrezzate e spiagge. I cani soggetti a rilevazione da parte del Servizio Veterinario per rischio potenziale elevato, in base alla gravità delle eventuali lesioni provocate a persone, animali o cose, devono essere sempre condotti con guinzaglio e, all'occorrenza, con museruola. È vietato l’accesso ai cani in aree destinate e attrezzate per particolari scopi, come le aree giochi per bambini, quando a tal fine le stesse siano chiaramente delimitate e segnalate con appositi cartelli di divieto e dotate di strumenti atti alla custodia dei cani all’esterno delle stesse.

- nelle aree di libera fruizione dell’arenile è consentito l’accesso agli animali d’affezione accompagnati dal proprietario muniti di guinzaglio da utilizzare in caso di necessità. In tali aree non dotate di ombreggio, acqua corrente e servizio di salvataggio i conduttori hanno l’obbligo di dotarsi delle attrezzature utili ad assicurare il benessere degli animali, nonché di porre in essere tutte le cautele atte a garantire la propria e l’altrui incolumità, compresa quella degli animali.
- possono accedere alla spiaggia solo i cani regolarmente iscritti all’anagrafe canina, in regola con le vaccinazioni. È vietato l’ingresso ai cani con sindrome aggressiva e a femmine in periodo estrale; le deiezioni solide degli animali  devono essere immediatamente rimosse, quelle liquide devono essere asperse e dilavate con abbondante acqua di mare. Gli animali non devono essere mai lasciati incustoditi.

Altre regole riguardano le norme da seguire per "tenere" un cane... Interessante che questo regolamento decisamente pro pt utilizzi ancora parole come detenere piuttosto che convivere. Misteri del burocratese


Convivenza significa condivisione di spazi e tempo
- chi detiene a qualsiasi titolo un cane dovrà provvedere a consentirgli, ogni giorno, l’opportuna attività motoria. I cani custoditi in appartamento, in box o recinto con spazio all’aperto devono poter effettuare regolari uscite giornaliere.
- ogni canile o rifugio pubblico o privato deve disporre di un’adeguata area di sgamba mento per i cani, da usare con regolarità per ogni cane detenuto.
- è vietato tenere i cani in isolamento e in condizioni che rendono impossibile il controllo quotidiano del loro stato di salute o privarli dei necessari contatti sociali tipici della loro specie.
- per i cani custoditi in recinto la superficie di base non dovrà essere inferiore a metri quadrati 20; ogni recinto non potrà contenere più di due cani adulti con gli eventuali loro cuccioli in fase di allattamento; ogni cane in più comporterà un aumento minimo di superficie di metri quadrati 6.
- per i cani custoditi in box la superficie di base non dovrà essere inferiore a metri quadrati 9 per cane.
- I cani circolanti nelle pubbliche vie o in altri luoghi aperti frequentati dal pubblico, nonché nei luoghi condominiali comuni, sono condotti con guinzaglio di lunghezza non superiore a un metro e mezzo. La museruola, rigida o morbida, va sempre portata con sé e applicata al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta motivata delle Autorità competenti.
- nelle aree appositamente attrezzate, nelle proprietà private e nei luoghi aperti dove non sono presenti altre persone i cani possono essere condotti senza guinzaglio e senza museruola sotto la responsabilità del proprietario.
- i cani iscritti nel registro dei cani a rischio potenzialmente elevato istituito ai sensi dell’Ordinanza del Ministero della Salute concernente la tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani, devono essere sempre condotti con guinzaglio e museruola.


Un cane di tutti...
Dopo il vigile di quartiere arriva anche il cane... di quartiere: uno strumento sicuramente utile a combattere il randagismo e per evitare agli animali la reclusione a vita nei canili. Ma chi è il cane di quartiere?  In pratica i cani liberi accuditi devono essere vaccinati e sterilizzati, iscritti all’anagrafe canina, muniti di microchip a nome del Comune competente che se ne assume l’onere della responsabilità della proprietà del cane e del mantenimento dell’ animale e portare una medaglietta ben visibile dove devono essere indicati chiaramente i dati relativi al Comune – recapito telefonico e al privato cittadino che abitualmente si prende cura dell’animale.

Altre regole riguardano l'adozione e la sterilizzazione
D'ora in poi sarà l’Ufficio competente per la tutela degli animali ad autorizzare gli affidi temporanei e le adozioni di cani e gatti solo se effettuati esclusivamente presso il Canile Comunale o convenzionato o con garante un’Associazione riconosciuta di volontariato animalista, a persone che diano garanzia di buon trattamento. Per tale pratica l’Ufficio competente per la tutela degli animali adotterà un modulo ufficiale per l’operazione entro 60 giorni dall’entrata in vigore del presente Regolamento che potrà essere aggiornato quando necessario. La sterilizzazione, che deve essere incentivata in ogni forma per la detenzione presso i cittadini, è obbligatoria nei canili pubblici e privati.

Salvati i circhi
Un articolo che potrebbe far discutere è quello che vieta su tutto il territorio qualsiasi forma di esposizione, spettacolo o di intrattenimento pubblico o privato effettuato con o senza scopo di lucro che contempli, in maniera totale o parziale, l’utilizzo di animali. Sarà da stabilire se le esposizioni canine rientrino o meno in questo divieto che peraltro non si applica ai circhi e alle attività di spettacolo viaggiante, alle gare ippiche svolte in luoghi autorizzati, purché non ledano la dignità degli animali in esse impiegati e alle manifestazioni senza scopo di lucro organizzate da Associazioni animaliste iscritte all’Albo regionale del volontariato o Onlus con finalità di protezione degli animali per la adozione di animali, preventivamente autorizzate dal Comune. È vietata altresì qualsiasi forma di addestramento di animali finalizzata alle attività di cui al presente articolo.

Un cimitero anche per loro
Oltre all’incenerimento negli appositi impianti autorizzati, al proprietario di animali deceduti è consentito di sotterrarli, previo consenso, in terreni privati adibiti allo scopo e solo qualora sia stato escluso qualsiasi pericolo di malattie infettive e infestive trasmissibili a uomini o animali. Il Comune può concedere appositi terreni recintati finalizzati a diventare cimiteri per cani, gatti e altri animali.